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I fitosteroli sono normali costituenti delle cellule delle piante, strutturalmente simili al colesterolo dell'uomo. Normalmente, la dieta occidentale comporta un apporto di fitosteroli variabile dai 200 ai 400 mg: le principali fonti sono rappresentate dagli oli di semi (mais, soia) ma anche germe di grano, arachidi, pistacchi, mandorle, noci, e altri vegetali.

È ormai stabilito che l'assunzione di fitosteroli riduce i livelli di colesterolo nel sangue. Ciò avviene perché nell'intestino i fitosteroli competono con l'assorbimento del colesterolo, aumentandone l'eliminazione attraverso le feci.

L'effetto sul colesterolo, e in particolare sul colesterolo "cattivo" Ldl, si stabilisce usualmente dopo 2-3 settimane di assunzione. L'integrazione gioca in quest'ambito un ruolo importante, quando garantisce un apporto quotidiano di 1-2 grammi di fitosteroli. Secondo le direttive del ministero della Salute è opportuno non superare i 3 grammi al giorno. È dimostrato che questo approccio può essere seguito in sicurezza.




Naturalmente, l'integrazione con fitosteroli si inserisce nel contesto di una strategia che preveda la correzione degli stili di vita errati. È bene limitare i grassi e aumentare le fibre contenute nella dieta, svolgere un'attività fisica regolare, controllare il peso corporeo e smettere di fumare. L'aggiunta di fitosteroli massimizza i benefici che si ottengono sui livelli di colesterolo.

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